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“Stiamo affrontando un monitoraggio dei beni immobili di proprietà comunale e già dal primo approccio appare evidente che esistono e persistono da anni delle situazioni non in regola e dai contorni poco chiari - dichiara il Vicesindaco Marco Veronese- una di queste è rappresentata dalla scuola paritaria Paolo VI, che si trova nella kafkiana situazione di non aver mai visto rinnovare il contratto di locazione per anni e contemporaneamente trovarsi annualmente dei cospicui solleciti di pagamento per l’occupazione
Nel 2008 l’amministrazione comunale aveva stabilito di rilasciare nuova concessione d’uso dell’immobile fino al 31/12/2011. Il canone stabilito inizialmente, a fine 2009, era di 14293€ all’anno, soggetto ad adeguamento istat. In seguito ad osservazioni della coop, in gran parte accolte, nel 2010 il canone è stato decurtato a circa 9500 euro. Ad oggi però non risultano contratti di locazione in essere o concessioni d’uso dell’immobile, anche se, paradossalmente, l’ufficio Patrimonio ha puntualmente provveduto a sollecitare per iscritto il pagamento dei canoni arretrati, col risultato che la coop si ritrova a continuare la propria attività presso i locali comunali senza titolo e con un insoluto complessivo che ora ammonterebbe a circa 100.000€ di mancati versamenti dal 2009 al 2017.
Il Consiglio di Amministrazione della Paolo VI spiega il corto circuito: “Sulla questione dei canoni la Scuola Paolo VI intende precisare che si tratta di una vicenda annosa e certamente non dipesa dalla volontà della Scuola stessa, che anzi si è sempre offerta di sottoscrivere la nuova convenzione rappresentando negli anni, agli uffici ed alle amministrazioni che si sono susseguite, che i conteggi del Comune non tengono in debito conto la normativa statale (ed oggi anche comunale) di riferimento sulla determinazione dei canoni per immobili utilizzati da organizzazioni non lucrative di utilità sociale”


LOCAZIONI.pdf