La conservazione del pesce
Il pesce è un alimento facilmente
deperibile, e ciò può essere spiegato per
l'elevato tenore in acqua libera e per la scarsa acidità
delle masse muscolari. Le alterazioni delle masse muscolari
sono legate all'azione di microrganismi e di fattori enzimatici.
Fino dai tempi più antichi l'uomo ha osservato che
in determinati periodi dell'anno alcune specie ittiche:
merluzzi, aringhe, sarde, tonni, ecc., compiono lungo le
coste e sui bassi fondali, migrazioni in folti banchi. Ciò
rende più facile la cattura, però pone il
problema della conservazione dei grandi quantitativi di
prodotto pescato. Nel tempo le tecnologie si sono notevolmente
modificate: si è passati dall'essicamento, all'affumicamento,
alla salagione ed al trattamento con il freddo e con il
calore, ecc.. Questo ha consentito di prolungare sensibilmente
i tempi di conservazione, mantenendo altresì elevato
il valore qualitativo del prodotto commercializzato.
Oltre
all'applicazione del freddo e
del calore, le tecnologie di conservazione possono prevedere:
L'ESSICCAZIONE
Questo antico metodo di conservazione al giorno d'oggi riveste
importanza solo per il trattamento del merluzzo e la produzione
dello stoccafisso.
Lo stoccafisso si produce largamente in Norvegia, dove i
banchi di pesca dei merluzzi sono prossimi alla costa, per
cui il pesce arriva agli stabilimenti di lavorazione ancora
fresco.
Un tempo lo stoccafisso si produceva nei mesi di febbraio
e di marzo facendo essiccare i merluzzi all'aria aperta,
dopo averli decapitati ed eviscerati, perchè in questa
stagione in quelle regioni l'aria è particolarmente
secca; al giorno d'oggi l'essiccazione avviene in speciali
essiccatoi artificiali, dove si sottopone il prodotto a
correnti d'aria calda o fredda, a seconda del tipo di stoccafisso
che si vuole produrre.
Il prodotto che così si ottiene può essere
conservato per un anno e costituisce una specialità
gastronomica che ha una buona richiesta in Italia, specialmente
in Liguria ed in Veneto.
Un tempo a Chioggia si essiccavano le seppie perchè,
essendo la loro una pesca stagionale e non essendoci frigoriferi,
era questo il solo sistema per conservare un alimento importante
ed a basso costo per un periodo di tempo relativamente lungo.
Le seppie venivano aperte longitudinalmente, pulite dei
visceri e del gladio, tenute aperte con due asticelle e
poste all'aria ad essiccare in maniera da ottenere un prodotto
disidratavano. Al giorno d'oggi questa tecnica è
stata completamente soppiantata in quanto le seppie si prestano
molto bene ad essere congelate. A volte capita ancora oggi
d'estate di vedere delle seppie appese ad essiccare sugli
scuri delle finestre, ma ciò viene fatto soltanto
per il piacere di gustare un sapore dei vecchi tempi.
LA SALAGIONE
La salagione rappresenta forse il procedimento più
antico tra quelli addottati per la conservazione del pesce,
e si basa sul principio che il sale, posto a contatto con
il tessuto muscolare, attira l'acqua in esso contenuta e
lo disidrata.
La salagione può essere fatta a secco, cospargendo
il prodotto di sale, o per via umida, immergendolo in una
salamoia.
Con la salagione possono essere conservate molte specie
di pesci, ma è particolarmente adatta per la conservazione
delle sarde, delle acciughe, delle aringhe e delle specie
affini; per ottenere un prodotto di buona qualità,
è importante che la salagione avvenga immediatamente
dopo la pesca: se si sottopongono a salagione i pesci dopo
36-40 ore dalla pesca, si avranno prodotti scadenti ed alterati,
specialmete nel colore.
Un particolare prodotto della salagione è il baccalà,
che viene ottenuto attraverso la salatura e poi l'essiccazione
dei merluzzi. Di norma questo procedimento viene applicato
quando i pesci vengono pescati lontano dalla costa. Il procedimento
di salagione inizia a bordo dei pescherecci, mentre le fasi
successive di essicazione vengono fatte a terra.
L'AFFUMICAMENTO
L'affumicamento è un trattamento oggi riservato quasi
esclusivamente ai salmoni, alle aringhe, agli storioni,
alle anguille ed a poche altre specie; il prodotto che se
ne ottiene è molto richiesto come specialità
gastronomica.
L'affumicamento si ottiene in camere di essiccazione dove
viene introdotto un denso fumo che aromatizza le carni.
Queste, se mantenute a temperature di poco superiori allo
zero, possono essere conservate per alcuni mesi.
LA MARINATURA
Consiste nella conservazione dei prodotti ittici per mezzo
dell'aceto; l'acido acetico inibisce lo sviluppo dei germi
putridogeni.
Può essere fatta a freddo previa salagione, o a caldo
per immersione in salamoia contenente aceto al 2 - 3%, e
sale al 4 - 5%.