D I S P O
S I Z I O N I
R E L A T I V E A I N F E S T A Z
I O N E D
A A N I S A
K I S
Il Ministero della Sanità, a seguito dei clamori
suscitati dalla stampa e dalla televisione per la denuncia in
Liguria del reperimento di pesce azzurro infestato da larve di
anisakis, ha emanato in data 11 marzo 1992 la circolare N. 10
contenente raccomandazioni ai fini della prevenzione delle
forme morbose connesse al consumo di pesce parassitato da
nematodi del genere anisakis".
Dalla lettura della stessa
emergono le specie ittiche che più frequentemente sono
parassitate: aringa (clupea harengus), sgombro (scomber
scombrus), suro (trachurus trachurus), melù (gadus potassou),
pesce sciabola (lepidopus caudatus), e merluzzo (gadus
morhua).
Il ciclo biologico di
questa parassitosi ha due fasi: la prima che si svolge
nell'intestino di cetacei e uccelli marini, dove si localizza
il parassita adulto; la seconda, detta anche fase larvale, che
si sviluppa in due ospiti intermedi, crostacei (primo ospite
intermedio), e pesci (secondo ospite intermedio). Il passaggio
delle larve dal lume intestinale del pesce al tessuto
muscolare avviene dopo la morte. La pronta eviscerazione
riduce sensibilmente le possibilità di trasmissione della
parassitosi all'uomo. L'uomo si infesta con l'ingestione di
carni di pesce parassitate non sufficientemente cotte. Le
forme larvali del parassita si incistano nella mucosa
intestinale dando origine a dei granulomi eosinofilici,
similtumorali, che possono essere eliminati solo con
intervento chirurgico.
Anche il D. L.vo 531/92 di attuazione della Direttiva
91/493/CEE, contiene disposizioni specifiche relativamente a
questa parassitosi. In particolare stabilisce che i pesci che
vengono consumati crudi o che sono sottoposti a trattamenti
tali da non inattivare le forme larvali, vedi marinatura o
affumicatura a freddo (temperatura inferiore a 60°
centigradi), devono essere sottoposti prima o dopo la
lavorazione a congelamento a temperature di - 20° C per almeno
24 ore o alla cottura a 60° C per 10 minuti. Questi
trattamenti assicurano la completa inattivazione delle forme
larvali.