Trattamento termico
APPLICAZIONE
DEL FREDDO
LA REFRIGERAZIONE
La refrigerazione assume un ruolo fondamentale nella conservazione
dei prodotti ittici: viene praticata a bordo dei pescherecci,
durante le fasi di lavorazione, commercializzazione e trasporto.
I prodotti ittici mantenuti sotto ghiaccio hanno una conservazione
limitata, che varia da specie a specie, ma che comunque
di solito non può superare i dieci giorni.
Il contatto continuo del ghiaccio con il pescato determina
processi osmotici che portano alla perdita di sali minerali
e di sostanze organiche, e questo ha influenze negative
sul di sapore, colore ed odore, per cui il pesce conservato
a lungo sotto ghiaccio assume un aspetto slavato e diventa
insipido.
Con il passare del tempo i pesci passano velocemente dallo
stato iniziale di "freschissimi", a quello di
"freschi", per giungere irreparabilmente a quello
di "stantii" di "alterati", con tutte
quelle caratteristiche che sono già state elencate
nel capitolo precedente.
LA CONGELAZIONE
I processi degenerativi a cui vanno incontro le carni dei
prodotti ittici dopo la morte, al pari di quelle di qualsiasi
altro essere animale, sono principalmente dovuti all'azione
di microrganismi aerobi ed anaerobi, e solo in minima parte
ad enzimi tissutali. L'applicazione delle basse temperature
agisce proprio su questi due fattori, rallentandone l'azione
e a volte anche bloccandola, e tutto ciò si mantiene
fintanto che persiste l'azione del freddo.
A -11° C si arresta completamente la crescita e la moltiplicazione
di tutti i batteri, compresi anche i psicrofili; a -13°
C cessa l'attività moltiplicativa delle muffe.
Va precisato però che il freddo non ha un effetto
sanificante, cioè non uccide i microrganismi, che
rimangono vivi e vitali e riprendono la loro attività
moltiplicativa non appena la temperatura si porta su valori
più elevati. E' pertanto indispensabile che il processo
di congelazione sia immediato e che sia mantenuta costantemente
la catena del freddo.
Il pesce congelato si conserva bene anche per oltre diciotto
mesi.
La congelazione si può praticare direttamente a bordo
delle imbarcazioni da pesca adeguatamente attrezzate, oppure
in stabilimenti situati a terra.
I processi di congelazione determinano modificazioni importanti
nei tessuti dei prodotti ittici, quali la solidificazione
dei liquidi intra ed extra cellulari, evento che porta alla
rottura delle fibre muscolari, ed alla così detta
"denaturazione delle proteine". Per ovviare a
questi inconvenienti si attua la congelazione rapida, che
consiste nell'utilizzo durante il processo di congelazione
di temperature di almeno -40°C; se vengono impiegate
temperature di -60°C si parla allora di congelazione
ultrarapida o rapidissima.
Con queste tecniche l'acqua contenuta nelle cellule non
ha il tempo di uscire e di formare grossi cristalli in sede
extracellulari, così che i danni a carico delle fibre
muscolari sono minimi.
La temperatura di conservazione del prodotto congelato deve
essere mantenuta costantemente a - 18° C.
Durante la conservazione i prodotti congelati possono andare
incontro a disidratazione, cioè a perdita di acqua
e quindi di peso, e all'irrancidimento dei grassi; per evitare
questi inconvenienti è opportuno confezionare il
prodotto con pellicole trasparenti e cartoni speciali.
I prodotti ittici congelati correttamente conservano inalterate
le loro caratteristiche nutrizionali ed organolettiche,
al pari dei prodotti freschi, anzi, quando sono congelati
a bordo di navi-officina, considerato che le loro caratteristiche
alimentari vengono fissate in soggetti ancora allo stato
di "freschissimo", sono di qualità superiore
dei corrispettivi venduti freschi.
LA SURGELAZIONE
La surgelazione è l'insieme delle operazioni che
consentono di congelare rapidamente un prodotto alimentare
in confezioni chiuse all'origine, in modo che non sia possibile
la manomissione senza che la confezione risulti alterata.
Per attuare il principio più importante che sta alla
base della surgelazione, cioè la rapidità
di congelazione, devono essere applicate tecnologie ultrarapide
che consentano di raggiungere in tempi brevissimi la temperatura
di - 18° C nelle parti più interne del prodotto.
Anche nella conservazione dei prodotti surgelati non deve
venire mai interrotta la catena del freddo.
Per tutto quanto ora detto, è giusto ritenere il
pesce surgelato qualitativamente superiore a quello congelato.
APPLICAZIONE DEL CALORE "metodo Ampert"
E' un metodo di conservazione che viene utilizzato su larga
scala per i prodotti ittici, in particolare per tonno, sardine
e sgombro.
Le fasi di questo processo possono essere così schematizzate:
* cottura del prodotto,
* inscatolamento con liquido di governo, che può
essere rappresentato da olio, acqua salata o dal liquido
di cottura (in quest'ultimo caso si parla allora di una
conservazione "al naturale")
* chiusura della confezione e trattamento in autoclave per
la sterilizzazione, , che ha lo scopo di distruggere tutti
i microrganismi presenti nella massa del prodotto, senza
tuttavia alterarne le proprietà organolettiche e
nutrizionali.
A questo punto abbiamo un prodotto sterile che può
essere conservato molto a lungo, anzi, affinchè esso
possa assumere in pieno la fragranza dell'olio e si maturi
meglio, è preferibile che, come nel caso del tonno
all'olio di oliva, passino almeno due anni prima che esso
venga consumato.