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Museo Civico della Laguna Sud Stemma Chioggia

La sala ospita testimonianze archeologiche databili dall'età del bronzo al VI sec. d.C.; alcuni pannelli didattici illustrano l'evoluzione della linea di costa a nord e a sud di Chioggia. Alcuni modellini ricostruttivi, abbinati a pannelli fotografici, documentano le testimonianze archeologiche più antiche rinvenute in zona.

Una vetrina raccoglie gli "instrumentum domesticum" e vasellame ceramico di epoca romana rinvenuti in loco.

La Tabula Peutingeriana (copia medievale di una carta geografica del IV sec. d. C.), evidenzia in modo chiaro come il porto di Evrone, menzionato da Plinio, storico romano vissuto nel I sec. d. C., corrispondente all'attuale Brondolo (frazione di Chioggia) fosse stato in epoca romana un'importante tappa commerciale.

Una piccola area è dedicata alle anfore rinvenute nel mare antistante a Chioggia, databili fra il I sec a. C. e il III sec. d.C.

Le vetrine centrali raccolgono la Collezione numismatica di Vincenzo Bellemo, illustre collezionista chioggiotto vissuto nell'Ottocento, comprendente esemplari di epoca greca e romana e una stadera in bronzo a due pesate, ritrovata in mare da un pescatore chioggiotto, databile al I sec. d.C.

In fondo alla sala è visibile lo spaccato dello scafo di una nave oneraria romana del I sec. d.C. con anfore originali e oggetti che fungevano da zavorra.

Il piano terra si conclude con la sezione dedicata alla torre delle Bebe e la guerra di Chioggia.

CISTERNA MEDIEVALE

La visita alla cisterna medievale è entrata a far parte del percorso museale a partire dal 11 giugno 2014.

Il sito medievale, rimasto intatto nei secoli, indagato archeologicamente nel 1995, è  tornato ad essere visitabile al pubblico dal 11 giugno, dopo una manutenzione del sito.

Il convento di "S. Francesco Fuori le Mura", pur essendo dotato di un tradizionale pozzo “alla veneziana” collocato nel chiostro, poteva contare anche sulla cisterna per l’approvvigionamento dell’acqua. Quest’ultima ha pianta rettangolare ed è formata da due volte a botte unite da un muretto. L’interno della cisterna, svuotato solo parzialmente negli anni Novanta per impedire eventuali cedimenti, presenta una nicchia sulla parete ovest. La sua profondità resta ancora ignota, in quanto risultasuperiore ai 2,20 metri, lunghezza della sonda utilizzata per le indagini.