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Agenda e scadenze
 

Testo di legge sulle disposizioni concernenti il divieto di svolgimento di propaganda elettorale per le persone sottoposte a misure di prevenzione

Agenda e scadenze

PROPAGANDA ELETTORALE

(Legge 4 aprile 1956, n.212 e ss.mm.ii., legge 24 aprile 1975,n. 130, legge 25 marzo 1993, n.81, legge 22 febbraio 2000, n. 28)

Inizio della propaganda elettorale

Dal 30° giorno antecedente la votazione, è ammessa la propaganda elettorale a mezzo di manifesti, scritti, stampati o giornali murali, nei limiti consentiti dalla legge 4 aprile 1956, n. 212, (esclusivamente entro gli appositi spazi messi a disposizione dall’Amministrazione comunale)

Inizio del divieto

- della propaganda elettorale luminosa o figurativa, a carattere fisso in luogo pubblico (ivi compresi i tabelloni, gli striscioni o drappi);

- della propaganda luminosa mobile;

- del lancio o getto di volantini in luogo pubblico o aperto al pubblico;

- dell’uso di altoparlanti su mezzi mobili fuori dei casi disciplinati dall’art. 7, comma 2, della legge 4 aprile 1975, n. 130 (preannuncio dell’ora e luogo in cui si terranno comizi o riunioni e solo dalle ore 9 alle 21,30 del giorno della manifestazione o di quello precedente);

- di svolgere propaganda elettorale a mezzo di inserzioni pubblicitarie su quotidiani o periodici, di spot pubblicitari e di ogni altra forma di trasmissioni pubblicitarie radiotelevise. Non rientrano nel divieto:

                a) gli annunci di dibattiti, tavole rotonde, conferenze, discorsi od interventi comunque denominati;

                b) le pubblicazioni di presentazione dei candidati e delle liste che partecipano alla consultazione;

                c) la presentazione e l’illustrazione dei loro programmi elettorali.

Inizio della facoltà di tenere riunioni elettorali e comizi senza preventivo avviso al Questore.

Dal giorno antecedente quello della votazione, e quindi e fino alla chiusura delle operazioni di voto, sono vietati:

       - i comizi, le riunioni di propaganda elettorale diretta o indiretta, in luoghi pubblici o aperti al pubblico;

       - le nuove affissioni di stampati, giornali murali e manifesti.

Nei giorni destinati alla votazione

- è vietata ogni forma di propaganda elettorale entro il raggio di metri 200 dall’ingresso delle sezioni elettorali.

- è consentita la nuova affissione di giornali quotidiani o periodici nelle bacheche poste in luogo pubblico

Testo di legge sulle disposizioni concernenti il divieto di svolgimento di propaganda elettorale per le persone sottoposte a misure di prevenzione

 

Legge 13 ottobre 2010, n. 175

 

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Promulga
la seguente legge:

Art. 1
Modifiche all'articolo 10 della legge 31 maggio 1965, n. 575, concernente il divieto di svolgimento di propaganda elettorale per le persone sottoposte a misure di prevenzione

1. All'articolo 10 della legge 31 maggio 1965, n. 575, e successive modificazioni, dopo il comma 5-bis sono inseriti i seguenti:
«5-bis.1. Dal termine stabilito per la presentazione delle liste e dei candidati e fino alla chiusura delle operazioni di voto, alle persone sottoposte, in forza di provvedimenti definitivi, alla misura della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, ai sensi della presente legge, è fatto divieto di svolgere le attività di propaganda elettorale previste dalla legge 4 aprile 1956, n. 212, in favore o in pregiudizio di candidati partecipanti a qualsiasi tipo di competizione elettorale.
5-bis.2. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, il contravventore al divieto di cui al comma 5-bis.1 è punito con la reclusione da uno a cinque anni. La stessa pena si applica al candidato che, avendo diretta conoscenza della condizione di sottoposto in via definitiva alla misura della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, richiede al medesimo di svolgere le attività di propaganda elettorale previste dal citato comma 5-bis.1 e se ne avvale concretamente. L'esistenza del fatto deve risultare anche da prove diverse dalle dichiarazioni del soggetto sottoposto alla misura di prevenzione».

Art. 2
Effetti della condanna

1. La condanna alla pena della reclusione, anche se conseguente all'applicazione della pena su richiesta delle parti a norma dell'articolo 444 del codice di procedura penale, per il delitto previsto dall'articolo 10, comma 5-bis.2, della legge 31 maggio 1965, n. 575, introdotto dall'articolo 1 della presente legge, comporta l'interdizione dai pubblici uffici per la durata della pena detentiva. A tal fine la cancelleria del giudice che ha pronunciato la sentenza trasmette copia dell'estratto esecutivo, chiusa in piego sigillato, all'organo o all'ente di appartenenza per l'adozione degli atti di competenza. Nel caso in cui il condannato sia un membro del Parlamento, la Camera di appartenenza adotta le conseguenti determinazioni secondo le norme del proprio regolamento.
2. Dall'interdizione dai pubblici uffici consegue l'ineleggibilità del condannato per la stessa durata della pena detentiva. La sospensione condizionale della pena non ha effetto ai fini dell'interdizione dai pubblici uffici.
La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.



 

 

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