LUG172020
 17 luglio 2020

QUEL VENETO DI SHAKESPEARE

QUEL VENETO DI SHAKESPEARE
luoghi “veneti” nell’opera del Bardo

Lezione spettacolo 2005
progetto di Andrea Pennacchi
 
William Shakespeare è uno dei miti indiscussi del teatro, nel corso di un’invidiabile carriera ha prodotto 36 drammi, dei quali solo pochi non raggiungono l’eccellenza, e una montagna di poesia in grado di ridurre in lacrime qualsiasi scrittore o poeta contemporaneo.

Le sue opere sono state tradotte in tutte le lingue, compreso l’Esperanto, e rappresentate nella più grande varietà di ambientazioni possibile, compresi lo spazio e un campo di concentramento.
Eppure gli studiosi non si sono soffermati abbastanza su una questione singolare: cinque drammi shakesperiani (di cui ben quattro capolavori indiscussi) sono ambientati nel Veneto. Forse questo significa che il nostro drammaturgo aveva visitato il Veneto, o – addirittura - era veneto? (e, soprattutto, perché ha scritto “I due gentiluomini di Verona”?)
Quest’improbabile, quanto divertente, interrogativo apre la nostra lezione spettacolo e permette l’inizio di un viaggio di esplorazione in quattro dei migliori testi shakesperiani. Partendo dagli strafalcioni geografici che costellano un Veneto dell’immaginazione, passando per alcuni interessanti aneddoti della vita del Bardo di Stratford Upon Avon e per i rapporti storici e culturali tra l’Inghilterra e l’Italia a cavallo tra XVI e XVII secolo, approfondiremo la conoscenza in particolare con due testi di grande valore e freschezza: “Romeo e Giulietta” e “Il Mercante di Venezia” (senza però dimenticare “Otello” e “La Bisbetica Domata”).
Aldilà delle imprecisioni che caratterizzano Verona, Padova e Venezia, la nostra lezione-spettacolo sottolinea l’estrema accuratezza nel descrivere le relazioni e i caratteri umani che contraddistingue la penna di Shakespeare: la trasformazione di due viziati adolescenti in creature di pura poesia operata dall’amore, la distruzione di un uomo potente per opera della gelosia, il desiderio di vendetta di un underdog della ricca Venezia rinascimentale e la nascita di un improbabile amore tra le universitarie mura di Padova.
L’obiettivo è di avvicinare gli studenti a un autore ancora estremamente comprensibile e godibile, separato dalla nostra epoca da un leggero velo di polvere che il tempo gli ha posato sopra, ma che poche, energiche spazzate possono riportare alla “radianza” delle origini.
Com’è noto, “Il Mercante di Venezia” e “Otello” sono ambientati a Venezia, mentre le altre due opere, “La Bisbetica Domata” e “Giulietta e Romeo”, rispettivamente a Padova e a Verona; un tempo addirittura queste scelte fecero pensare che l’autore avesse visitato l’Italia e in particolare il Veneto, che all’epoca era uno dei centri della vita culturale europea.

Oggi sappiamo che, molto probabilmente (anche se non mancano i pareri contrari) Shakespeare derivò tutte le sue nozioni sul Veneto dai libri e dalle testimonianze di commedianti itineranti, di mercanti e italiani fuggiti alle mani dell’inquisizione. Ma la possibilità di immaginarlo aggirarsi per la nostra regione, o addirittura nativo di questi luoghi, è troppo divertente per essere abbandonata in nome della verità storica.
Partendo dagli spunti comici offerti dagli strafalcioni geografici e da immaginari tratti “tipicamente” veneti dei protagonisti di questi testi, la lezione seguirà l’intreccio degli eventi illustrato mediante la recita di brani significativi di queste opere

Programma ARTEVEN Estate.pdf

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