SET292018
 29 settembre 2018

LA VENEZIA CHE VORREI - Parole e pratiche per una città felice



 intervengono

                    Elisabetta Tiveron
                    Enrico Bettinello
                    Cristiano Dorigo
                    Roberto Ferrucci

                    introduce

                   Stefano Spagnolo

"La Venezia che vorrei. Parole e pratiche per una città felice": il progetto scaturisce dal tentativo di immaginare un panorama che non c’è, un territorio in cui sarebbe bello vivere - forse è ancora così, in parte, ma potrebbe non esserlo più se non succederà qualcosa che sovverta il processo che appare, ora, inarrestabile. Confidando sulla forza della parola, delle idee, dell’immaginazione, ciascun autore racconta la sua Venezia (intesa come una e trina, anzi, multipla), come vorrebbe che fosse, come ci si trova, in che modo la vive, cosa pensa, eccetera; in tal senso.
Ma non si tratta di un desiderio ristretto, confinato alla zona: è un progetto che coinvolge tutti, nessuno escluso, che apre domande e azzarda risposte sui perché abitiamo e subiamo decisioni e pianificazioni infelici e colpevoli, che riducono i territori in luoghi funzionali al consumo di merci, alla fruizione predatoria monetizzata.
C’è ancora possibilità di riscatto, e questa deve però attraversare i vissuti, la critica, la memoria, per avere uno sguardo e delle idee felici, umane: vorremmo diventasse un documento fruibile, un raggruppamento di intelligenza che possa scatenare desideri, utopie, che riaffermi il diritto a esigere qualcosa che non c’è e che potrebbe esserci, a patto che lo si immagini, lo si veda, lo si chieda.
Crediamo che qualcuno si debba assumere la responsabilità di smascherare l’assurdo, e vorremmo soprattutto confrontarci con chi ci leggerà, misurarci con altre istanze, discutere e assumere alterità in isolamento.

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