Comunicato

OTT132020
 13 ottobre 2020

Rassegna CELiBRI 2020: scrittori dal vivo alla biblioteca Sabbadino - Chioggia - dal 17 ottobre al 14 novembre

CELiBRI 2020: SCRITTORI DAL VIVO ALLA SABBADINO


Chioggia, 13.10.2020 – Giunge alla quinta edizione la manifestazione della Biblioteca Civica «Cristoforo Sabbadino» a cura di Stefano Spagnolo, promossa dal Comune di Chioggia in collaborazione con Cooperativa Socioculturale.

«Sabato 17 ottobre torna una delle tante iniziative di qualità rivolte alla promozione dei libri e della lettura – spiega l'assessore alla Cultura Isabella Penzo – “CELiBRI” è una rassegna letteraria molto amata, che ha contribuito a far ottenere alla nostra città, lo scorso luglio, il riconoscimento di “Città che legge” per il biennio 2020-2021. Invito anche i ragazzi a partecipare, per conoscere gli autori, alcuni giovanissimi, e le loro storie». “Città che legge” è un premio assegnato dal Centro per il libro e la lettura ad un selezionato gruppo di altre città italiane, d’intesa con l’ANCI – Associazione Nazionale Comuni Italiani – e con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.

Ecco il calendario:
> sabato 17 ottobre, ore 18 :: Giorgio Falco e Sabrina Ragucci con Flashover (Einaudi editore) e Il medesimo mondo (Bollati Boringhieri editore)
> sabato 31 ottobre, ore 18 :: Federica Sgaggio con L'eredità dei vivi (Marsilio)
> sabato 7 novembre, ore 18 :: Eliana Albertini, Malibu (BeccoGiallo edizioni)
> sabato 14 novembre, ore 18 :: Miguel Vila, Padovaland (Canicola edizioni)

Gli incontri si tengono nella sala espositiva del Museo Civico di Chioggia in Campo Marconi; sono a ingresso libero su prenotazione (fbiblioteca@chioggia.org o 0415501110) e si svolgono nel rispetto dell'attuale normativa sull'emergenza sanitaria.

Le biografie

Giorgio Falco è nato nel 1967. Il suo primo libro, Pausa caffè, edito nel 2004 da Sironi, è stato finalista al Premio Chiara nel 2005. Per Einaudi pubblica nel 2009 L'ubicazione del bene, con il quale vince il Premio Pisa. Nel 2014 La gemella H vince, tra gli altri, il Premio Selezione Campiello, il Premio Mondello Opera Italiana, il SuperMondello e il Premio Volponi. Nel 2014 esce per L'orma editore Condominio Oltremare (con Sabrina Ragucci) e l'anno seguente Sottofondo italiano (Laterza). Del 2017 è Ipotesi di una sconfitta (Einaudi), con cui vince il Premio Pozzale Luigi Russo 2018, il Premio Napoli 2018, il Premio Biella Letteratura e Industria 2019. Nel 2020, cioè ora, per Einaudi, esce Flashover. Incendio a Venezia.

Il libro
La sera del 29 gennaio 1996 un incendio illumina il cielo di Venezia: il teatro La Fenice brucia. L’incendio è stato appiccato dal titolare di una piccola ditta in ritardo sulla fine dei lavori per il restauro del teatro. Giorgio Falco ha scritto un libro che come un incendio illumina e divora il suo oggetto: ricostruzione di una storia vera e sua decostruzione; romanzo di un’ossessione; indagine sul desiderio e sul potere del denaro di trasformare le cose e i corpi; ritratto in maschera degli ultimi quarant’anni di storia italiana, autobiografia di tutti.

Sabrina Ragucci è artista visiva e scrittrice. Ha esposto il suo lavoro in numerose mostre monografiche e collettive in Italia e all’estero. Nel 2011 è stata tra gli artisti del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia con Italian East Coast. Ha pubblicato The Collared Dove Sound nel 2012, Condominio Oltremare, insieme a Giorgio Falco, nel 2014 e nel 2020, sempre con Giorgio Falco, Flashover. Ha scritto numerosi saggi per artisti e collaborato alle riviste in rete «Doppiozero» e «Le parole e le cose». Scrive di fotografia e arte su «il manifesto». Ha insegnato Storia dell’arte e della fotografia; dal 2015 conduce un seminario nel programma Arti visive e studi curatoriali, presso la Naba. È docente presso la scuola di scrittura Belleville. Il medesimo mondo è il suo primo romanzo.

Il libro
È un destino implacabile quello che segna la famiglia Mogliano, a partire dal capostipite Pietro, ricco proprietario di terre coltivate a tabacco ma andato in rovina durante il fascismo, fino ad Angelo e sua moglie Teresa, emigrati in Germania negli anni del boom, e alla loro figlia, Roberta, nata con le malformazioni congenite dovute al talidomide. Tutti legati tra loro da quelle infelicità particolari che a volte sono misteriosamente i frutti comuni di uno stesso albero genealogico. Quando la tragedia colpirà da vicino la sua famiglia, la piccola Roberta verrà affidata alla nonna paterna, mentre il padre Angelo − risposatosi con Lia, una giovane vedova − continuerà a lavorare in Germania, proseguendo la propria vita di uomo sradicato, senza altro obiettivo che non sia il denaro. La famiglia si riunisce quando Roberta ha ormai dieci anni, a Milano, dove la ragazzina scopre le durezze della madre adottiva e dell’ambiente nel quale diventerà una giovane donna. Vittima e allo stesso tempo complice, Roberta vive sospesa, come tutti i protagonisti, tra due epoche storiche e due nazioni che, nonostante le differenze apparenti, spingono i personaggi a vivere immersi dentro gli stessi meccanismi di sopraffazione e sopravvivenza: il medesimo mondo, appunto. Con una scrittura estremamente lucida, capace di filtrare ogni emozione, Sabrina Ragucci scrive un libro attraversato dalla nitidezza che soltanto uno sguardo inesorabile, abituato a scandagliare la realtà, può restituire.

Federica Sgaggio vive tra Verona, dove è cresciuta e dove ha lavorato come giornalista, e Galway, in Irlanda, dove studia letteratura inglese. Ha pubblicato i romanzi Due colonne taglio basso (Sironi 2008) e L’avvocato G. (Intermezzi 2016), e il saggio Il paese dei buoni e dei cattivi. Perché il giornalismo, invece di informarci, ci dice da che parte stare (minimum fax 2011). Nel 2015 ha curato con Catherine Dunne la raccolta italo-irlandese Tra una vita e l’altra (Guanda; uscito con il titolo Lost Between: Writings on Displacement per New Island Books).

Il libro
Alla fine degli anni Cinquanta, Rosa si trasferisce dal Sud al Nord d’Italia. È una donna intransigente, una combattente. Insegna a sua figlia – colei che ci racconta la storia – che il primo comandamento cui ogni donna deve obbedire è: «Non piangere.» Ed è anche la madre di Francesco, che a causa di un incidente occorso subito dopo il parto soffre di una forte disabilità. Così lei lotta per rendere migliore la vita del suo bambino, e la sua diventa presto una lotta per i diritti di tutti coloro che non possono combattere per se stessi.
Nel romanzo, Rosa è una madre della quale la figlia racconta la vita; ma è anche, semplicemente, l’Italia: l’Italia ancora stordita dalla guerra degli anni Cinquanta, quella euforica dei Sessanta, quella turbinosa dei Settanta, quella privatizzata degli Ottanta, quella svuotata dei Novanta. Un’Italia, Rosa, messa alla prova: da un marito da cui sceglie di fuggire, dalla disabilità del figlio, dalla figlia con la quale il rapporto è tanto stretto quanto conflittuale, dai cambiamenti sociali e politici che le avvengono intorno. Ma anche la figlia, che ricorda e racconta, è l’Italia: l’Italia d’oggi, quella che non intende rinunciare alla propria storia, e che vuole inventarne una nuova.
L'eredità dei vivi è la storia di una donna, di una famiglia, ed è un romanzo politico, se politica è la lotta da combattere per attraversare i cambiamenti, per godere dei propri diritti, per avere la vita che si desidera avere. E questo romanzo ci dice che anche i sentimenti, anche i corpi, soprattutto i corpi, sono intensamente politici.

Eliana Albertini è nata nel 1992 ad Adria, in provincia di Rovigo, ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Bologna ed è una delle fondatrici del collettivo Blanca. Nel 2017 è uscito il suo primo libro a fumetti Luigi Meneghello, apprendista italiano, e nel 2019 ha vinto il premio Nuove Strade al Festival Napoli Comicon.

Il libro
Il ragazzo che osserva i polli, le processioni sull’argine, gli incidenti, le discoteche squallide, i luna park, le scorribande estive in motorino: tante piccole storie e un solo grande Luogo — il Polesine, fra i rami del Delta del Po — che ha per protagonista l’umanità sfaccettata di una periferia di confine, un microcosmo di anime collegate alla civiltà attraverso la strada statale Romea.
Sembrerebbe sempre l’unica via, quella più dritta e giusta, come quella spirituale: ma è proprio la spiritualità ciò che i personaggi delle storie non seguono mai. Perché il mondo ideale non è quasi mai quello reale.

Miguel Vila è nato nel 1993 a Padova dove vive. Ha frequentato il corso di Linguaggi del fumetto all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Padovaland è il suo primo libro.

Il libro
La periferia di Padova ha una personalità crudele, nascosta dietro le facciate tranquille di palazzine moderne, villette a schiera color pastello e cortili popolati da statue e nani da giardino. Tra una festa di laurea e l’altra, Irene subisce il mobbing delle sue colleghe, Andrea è maltrattato dalla fidanzata, Catia riceve continue attenzioni indesiderate. Una galleria di piccole meschinità dove un gruppo di ventenni si trascina anestetizzato da spritz, social network e relazioni disastrose.

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