I canali



Scorrono, dividendo a fette il centro storico, tre canali. Il più interno è il canal Vena, il più pittoresco, cavalcato da nove ponti (di Vigo, Caneva, Sant’Andrea, della Pescheria, dei Filippini, San Giacomo, Scarpa, Zitelle, della Cuccagna). Ospita le barche di piccola stazza. Nelle sue fondamenta si svolge il pittoresco mercatino giornaliero del pesce e della frutta e verdura. All’esterno del nucleo centrale: il canal Lombardo ad ovest e il San Domenico ad est, alle cui fondamenta sono ormeggiate le barche per la pesca d’altura. Ciascuna è riconoscibile nella diversa specializzazione dei mestieri dalla forma delle reti e degli attrezzi di pesca (le cocce volanti, i ramponi per lo strascico, le turbosoffianti). Tra il Vena e il Lombardo: il canal del Perottolo in parte interrato, nella cui riva si trova la balaustra marmorea del “Refugium peccatorum”, angolo suggestivo che ha inspirato artisti e scrittori.

Le calli

Non delle semplice vie. Sono anche e soprattutto luogo in cui si vive, si lavora e si gioca. Un salotto comune che prolunga fuori casa gli spazi abitativi sempre troppo angusti. Sistemate con un disegno mirabile in due serie parallele che s’intersecano perpendicolarmente sulla doppia via di terra (piazza) e d’acqua (il canal Vena) con una pianta che richiama la spina di pesce. In tutto le calli sono 74: Di queste 34 si trovano nel lato ovest, oltre la piazza; 40 in quello definito tra i canali Vena e di san Domenico, che un tempo s’incuneavano con piccoli rii, detti “zoelli”. A testimonianza di questa antica origine stanno ancor oggi due elementi: il portico nel lato del passaggio pedonale, solitamente a settentrione e sul fronte opposto le “caneve”, i magazzini per il deposito degli attrezzi da pesca raggiungibili direttamente dalle barche.

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